selenevalentina

venerdì 6 settembre 2013

Il fiume


 il fiume, l’acqua che scorre, il suo rumore continuo, piano piano, mi faccio trasportare...e... 
(Flavio Nespi)

Chiudi gli occhi e lascia, che il fiume accolga i tuoi pensieri, recenti e lontani. Senti? ti chiede… “Ricordi quel giorno?”. Senti? Di nu
ovo ti sta chiedendo… “Ricordi quel volto? E il sorriso, le parole?”. E allora lascia, che navighino anche loro. Mormorando, saltando di sasso in sasso. Lasciandosi cadere in cascatelle, che allegramente, formano schiuma bianca, dove pesciolini guizzano veloci. Non avere timore. Il fiume, non se li sta portando via. Adagio, abbevera radici di alberi e a loro ne fa dono. A loro, che con linfa, nel tronco, nei rami, nelle foglie come tesoro, per te li conserveranno. Conosceranno stagioni. Assopendosi sotto albeda coltre. Risvegliandosi al pizzicore dei primi raggi marzolini. Donandoti refrigerio, nei giorni d’estate. Diventando, per te, tappeto di apoptosi, con caldi colori d’autunno. Apri gli occhi ora e guardati intorno. I tuoi ricordi sono lì, accanto a te, per te, per sempre… Perché, comprendono il tuo cuore…

mercoledì 4 settembre 2013

CARPANA

Pietre
e ancora sempre pietre
incontro nel mio andare
alla ricerca, dei primi respiri.
Eccola, è qui, di fronte a me.
Vecchia, abbandonata
grigie mura, dove gli anni
dimora hanno trovato.
Non ho ricordi qui
che presto altre mura
la mia fanciullezza conobbero
Sì, pochi mesi rimasi
ma, lei mi fa capire
che mai cancellò il ricordo
del mio primo saluto alla vita.
Sfioro, con mano leggera
vecchie pietre e un uscio
che quasi più non protegge.
Non importa, anch’io ho vissuto
ma amore nel cuore, ancora conservo.
 

martedì 3 settembre 2013

CENO



Sgorgato chissà quando
dal fianco di quel monte
che ti fu padre e madre.
Con giovane irruenza ti sei precipitato
verso quel cammino ancora sconosciuto.
Ne sassi, ne rami, dossi o avallamenti
le tue acque han fermato.
Con salti e spintoni
tutto superavi e in fretta te ne andavi
verso quella meta ancora sconosciuta. .
Solo a tratti la tua corsa rallentavi.
Forse per riposare, forse perché le stelle
si potessero specchiare.
E se male hai fatto, mai fu per cattiveria
ma sempre hai compensato con generosa vita.
E grosse ruote hai mosso ora dimenticate.
Chissà se in te rimane
il ricordo dei paesi, dei boschi, dei prati
e anche dei miei occhi, dal tuo scorrere incantati.
Mormori, sussurri, canti
una melodia strana e la musica del vento
in sottofondo t’accompagna.
Ti tocco, ma non ti si può fermare.
Scivoli, t’increspi e solo un po’ di schiuma
tra le dita mi rimane.
Ti saluto o Ceno, amico mio.
Tu che mi hai visto bimba
e ora donna mi ritrovi.
A te dono il mio amore
a te che sempre sei lo stesso
e ad ogni istante ti rinnovi.

venerdì 30 agosto 2013

pietre




Non lasciare, che la mente trovi riposo,
 mentre guardi macerie di una casa caduta.
 Sono pietre, che ancora sanno parlare.
 Apri il cuore e silente, resta in ascolto.
 Rumorìo attutito, intrecciato di parola, che in novella s'evolve.
 Nella vita,migliorie hai saputo trovare.
 Ora anziana,vuoi,che del tempo il luogo, ancora t'accolga.
 Un progetto nella mente già chiaro.
 Ma le pietre, hanno saputo farsi ascoltare.
 Tu sorridi, hai già accolto l'invito.
 Torneranno nuovi muri ad alzarsi e le pietre, viva parte ancora saranno.
 Già ti vedi, nelle sere d’inverno o d’estate con l’Orsa Maggiore,
 a raccontare a bimbi curiosi, novelle di pietre,
 che ad un cuore,
 che radici cercava,
 hanno saputo parlare.

lunedì 26 agosto 2013

ALBERO (Per Flavio)






Profonde erano le radici
e il tronco forte e robusto.
Cresciuto nella Val Ceno
aveva imparato a sfidare
venti forti e intemperie
guardato albe e tramonti.
Ascoltato bimbi giocare
e cinguettii di passeri e rondini.
Aveva seguito confidenze
di chi accanto si sedeva.
Cercando di asciugare lacrime
con un sommesso fruscìo
per qualche inatteso dolore
se la vita presentava un conto
Quante volte appoggiato a lui
pensavi potesse sconfiggere
il tempo, che inesorabile passa.
Ma le radici s'indeboliscono
il tronco perde la forza
e se una dolorosa notte
il vento si fa tempesta
spezza quell'albero amato.
Senti che non eri pronto
e il cuore si fa pesante.
So che quel cuore è grande.
So, che ancora saprà ascoltare
quel leggero fruscio di foglie
che sommesse gli parleranno.
Un albero amato non muore
nei ricordi continua la vita
perché linfa diventa il pensiero.

U MENDICANTE


  • Ve voju contà ina storia
    che ho truvà in ti me ricordi.
    L'è ina storia che i contavena i vecci

    quande anca mo se fava firossu.
    Gh'era ina veduva puveretta e missa mà
    per culpa de ina bomba che a taccu a gh'era scupià.
    In fasulettu de terra, du besce in ta stalla
    e trei fijò da mantegnì. Ina seira d'invernu
    con mesu metru de neive e i fijò a lettu con a freve
    in mendicante u gh'à piccà alla porta
    per dumandaghe a carità. U tabarru sciancu
    e el scarpe rutte che i ghe lasavena fora i pé.
    A l'à fattu setà a taccu au camén
    con in piattu de menestra e in biceru de ven.
    Dopu a gh'à dittu, che in ta stalla l'arisse durmì
    e a gh'à dattu i stivaj e i vestì du so poveru marì.
    Alla matenna i fijò i i s'erena desedà a bunura
    pronti e svelti per anà a scora. L'è ana in ta stalla
    per dì au mendicante da anà a mangià
    e per monse e remondà, primma che rivisse u lattà
    per ne sentilu miga biastemà.
    In ta stalla ne gh'era gnisson ma, l'era pulì
    e u latte in tu bidòn. In simma alla paja gh'era i vestì veci
    e ina Madunenna con u bambén in brassu. 
    L'à pensà, che fisse stà u mendicante
    e l'à pregà u Signure perché, u prutegisse tutti i viandanti.
    Dopu l'à purtà fora u bidon e a s'è incorta
    che anava sensa bastòn.
    Quande l'è rivà u lattà, a gh'à contà a faccenda
    e lu, invecce de biastemà, u s'è missu a pregà.
    SVM

venerdì 9 agosto 2013

SOLITUDINE


Certamente
è meno dura la solitudine
quando è la vita

che ti fa rimanere solo.
Che quando ti senti isolato
dall’indifferenza della gente
che ti sta vicino.
E’ allora
che i il peso giunge
e le spalle incurva.
Tu, che frettoloso passi
prova a immedesimarti
e pensa che un sorriso
diventa un dono.
La solitudine
può essere libertà.
Ma non per tutti.