selenevalentina

mercoledì 28 gennaio 2015


 

ALBERO

 

A stento ritrovo il sentiero

che di anni, ne sono passati.

Ancora, sbocconcellato dal tempo

coperto da terra e erba incolta

il muretto a secco sulla destra

di tratto in tratto m'accompagna

fino all'allargarsi della radura.

Passo passo, ripercorro i ricordi.

Era qui, ne sono sicura.

Un dosso, un faggio, una roccia.

Una felce, un rovo di more

ed ecco, davanti mi appare.

Un seme, avevo interrato

affidandolo a Madre Natura.

Lo ha accolto, nutrito, cresciuto

Perché un giorno,  venissi a cercarlo.

Ora è lì, tronco forte, ardito

e rigogliosa si allarga la chioma

Lo abbraccio, con un bacio lo sfioro

il viso appoggio, che dentro al cuore

quasi figlio cullato, lo sento.

Il vento leggero, lo accarezza

smuovendo lentamente le fronde.

Guardo su, un sussurro mi giunge...

"Grazie, per la vita donata.".

 

QUASI NATALE

 

Ferma

sul ponticello di legno

assorta scruto

lo scorrere torbido del torrente.

Raccoglie

lacrime del cielo

cadenti

su contrapposte sponde.

Ancora

una scuola violata.

Ancora

incolpevoli a pagare un odio

che sembra non aver fine.

Vorrei

che s'allungasse un ponte

a unire

sponde non più ostili.

Vorrei

che popoli discordi

si bagnassero insieme

in unfiume

con acque limpide di pace.

Ed è quasi Natale...

 

 

martedì 27 gennaio 2015


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PRESEPE DI PANE

 

Autunno...

Terminata ormai la semina.

Un segno di croce e il contadino

La mano stende a benedire,

quei piccoli semi, che daranno

PANE.

PANE

Impastato da donne con amore.

Un segno di croce

sulle grosse micche inciso

e dal forno, profumo spanderà.

Sul tavolo tagliato a fette

Sarà, cibo benedetto.

PANE

per accogliere il BAMBINO

che sorridente benedice

stendendo la manina.

 

 

DIECI ANNI

 

"Ciao piccolina

mi sento solo oggi

vuoi farmi compagnia?

Lo sai che ti sono amico.

Se mi accompagni al mercato

una bambola ti donerò.

Facciamo un gioco divertente?

Ti metto questa cintura

che riempiremo di caramelle.

Tu cammina avanti a me

Non ti devi mai voltare

Altrimenti che gioco è? .

Vai dove c’è molta gente

Dove le mamme fanno spesa

Sorridi a chi ti guarda.

E saluta educatamente.

In quel momento fra le braccia

Una bambola ti metterò”

 

Una bambola, non ha mai stretto.

Ora gli angeli la fanno giocare

Che non abbia tempo per capire

L’assurda crudeltà umana…

 

per non dimenticare


 

Era uno dei soliti viaggi di piacere, organizzati in Passato? No, questo era stato dettato da un sentimento diverso. Qui, non era l’interesse per usi, costumi cucine etniche, che volevi conoscere. Qui, volevi approfondire, quello letto, in tanti anni di ricerche, di film e documentari visti… Era rigido quel gennaio… Dal filo spinato pendevano ghiaccioli. La neve era alta e il freddo riusciva ad oltrepassare il pesante giaccone. La guida, parlava, spiegava, invitava a proseguire… Tu, non riuscivi a staccare gli occhi da quelle spine. Ne percepivi quasi il dolore fisico, provato da chi, inutilmente aveva cercato di scavalcarle. Baracche… Povere baracche. Giacigli, indumenti e scarpe. Piccole molte. Pensi a quei piedini, che tanto avrebbero potuto camminare. Pensi alle mani crudeli, che li avevano fermati. Forse quelle mani, tornando alle loro abitazioni, accarezzavano bambini, curati e coccolati… Le docce… La guida invita ad entrare. Il timore comincia a salire in gola. Dentro, buio pesto. Il portone, si chiude alle spalle. Il catenaccio scorre. Fuori, sibilo di vento. Sembra il sibilo del gas letale. Paura palpabile. Attorno respiri, un pianto trattenuto. Fermi il grido, che vuole uscire… Il portone si apre. Sei fuori. Il vento non riesce a spazzare via, tutte le tue lacrime. Accanto una sconosciuta, singhiozza. Uno sguardo, un abbraccio… Emozioni condivise… Per non dimenticare…
BOUGA
 

 

BOUGANVILLE

 

Ricordi?...

Le corse a piedi nudi

nell'erba nuova

dal sole riscaldata.

Sotto alla bouganville

Che profumo spandeva

ansimante si fermava.

Teneva ferme le tue mani

al muro appoggiata.

Adagio respiravi

fra i lunghi suoi capelli.

Sprofondando

in fondo alle pupille.

Adagio

le mani tue lasciava.

Socchiuse, le labbra in attesa...

 

 
NVILLE