selenevalentina

mercoledì 28 settembre 2011

A RUSINA (Per tutte le, Rosine, che hanno conosciuto la guerra.)

L'era setà denansi a ina fenestra
e l'era adré a da du ponti a na vesta
A senta in pensieru che u riva pian pian
te ricordi Rusina quande te vardavi lontan?
T'eri na fjora zuvena e bella
e in t i oci te gh'avi na stella.
Te desideravi in marì e anca di fijò
e intantu te chisivi tuvaje e lensò.
Ma se sa che u desten l'è sensa pietà
e del vote u contenta sultantu a metà.
Te ghe l'avi in amure ma doppu u t'à lassà
-DISPERSO IN RUSSIA-
i t àn annuncià. Ma dispersu l'è na parola
che te n'è mai vurì capì
u t'ava fattu del prumisse prima de partì.
U t'ava dattu in anellu e anca mo tu porti
anca se i didi j en gonfi e storti.
A in atru amure te ne gh'è mai pensà
in tu to co sultanti lu u gh'è restà.
El tuvaje e i lensò ti j'è regalà
e el nevude contente i t'àn ringrasià.
E adessa te lei, denansi alla fenestra
e te continui a da di ponti alla vesta.
Ma in raggiu de su u te varda
e pian pian u te fa na caressa.
Lu l'à capì du to co a belessa.




Traduzione della lirica di Valentina "Rusina"
(per chi non conosce il dialetto bardigiano)

Era seduta davanti a una finestra
e stava dando due punti a una veste:
Senti un pensiero che arriva pia piano:
ti ricordi Rosina quando guardavi lontano?
Era una ragazza giovane e bella
e nei tuoi occhi avevi una stella.
Desideravi un marito e dei figli
e intanto cucivi tovaglie e lenzuola.
Ma si sa che il destino è senza pietà
e a volte accontenta soltanto a metà.
Tu avevi un amore ma dopo ti ha lasciata
- DISPERSO IN RUSSIA -
ti hanno comunicato. Ma "disperso" è una parola
che non hai mai voluto capire.
Ti aveva fatto delle promesse prima di partire.
Ti aveva dato un anello e ancora lo porti
anche se le dita sono gonfie e storte.
A un altro amore non hai mai pensato
nel tuo cuore solo lui è rimasto.
E tovaglie e lenzuola hai regalato
e le nipoti contente ti hanno ringraziata.
E adesso sei lì davanti alla finestra
continui a dare dei punti alla veste.
Ma un raggio di sole ti guarda
e pian piano ti fa una carezza.
Lui ha capito del tuo cuore la bellezza.

martedì 27 settembre 2011

Sorriso antico


E' in quel sorriso e in quello sguardo, che ci puoi leggere una vita intera e certo anche lo stupore di poterla raccontare a persone sconosciute ma attente.

SOGNO

imagine di Angela Corfini


Chiudere gli occhi e adagiarsi là
dove mare e cielo si incontrano
per sfuggire alla crudele realtà.
Adagiarsi dove il rosso bagliore
si ferma e ti si addormenta vicino.
E in lontananza guardare i gabbiani
che con agile leggero volo
trapuntano di bianchi arabeschi
l’intenso blu del mare.

venerdì 23 settembre 2011

AUTUNNO

Già i coltivi appena smossi
trattengono semi.
Già il cielo è privo
di voli bianco neri.
Già il sole presto s'addormenta
S'allungano le ombre e nelle case
cresce l'intimità intorno al desco.
Ripetere poi ancora di studiato
che la notte nella mente fisserà.
S'affanna meticoloso il vento
a staccare foglie dai rami.
Sono brevi le passeggiate
di chi ormai ha gambe stanche
e notti lunghe e insonni
per sgranare il passato
Solo un “angelo di Dio
che proteggi i miei figlioli.”
sussurato a mezza voce
fa rilassare adagio mani
incrociate sopra il petto.

giovedì 22 settembre 2011

Il degradare dei colori della sera....

Il degradare dei colori della sera induce a riflessioni... A volte infonde quella dolcezza, quel romanticismo, che fa battere forte il cuore... A volte da quiete nei pensieri... A volte fa pensare al lento defluire della vita... Ma c'è sempre un punto luminoso, che da la speranza di una fine... non infinita.

martedì 20 settembre 2011

GELOSIA


lei era là
languidamente distesa
sul soffice prato alpestre.
La guardò e vide il sole
su di lei. Avvolgeva caldo
le lunghe gambe tornite
il ventre e le braccia.
Ne fu geloso ma lei
aveva gli occhi chiusi
forse per non mostrare
l’intenso piacere.
Poi il vento scompigliò
i lunghi capelli neri
sparsi sull’erba
e tutta la accarezzò.
Lo sentì mormorare
sconosciute frasi
e ne fu geloso. Ma lei
aveva gli occhi chiusi
e le braccia morbide
ancor più s’abbandonarono.
La terra calda accoglieva
come dolce alcova
il corpo abbandonato.
E ancora ne fu geloso.
Avrebbe voluto essere
sole, vento,terra, per farla sua.
Poi lei aprì gli occhi
e lo guardò con amore.
Con gioia si tuffò
in quei laghi verdi accoglienti
e finalmente la sentì….sua.

Guarda o bimba


Guarda o bimba, con gli occhi sgranati... Innanzi a te un futuro ancora sconosciuto... Resta sorriso, sulle sue labbra... Fuggi malinconia, dagli occhi profondi... Sorgi mattino, non resti solo un sogno... Dove nel mondo... nessuno possa ancora... sentirsi chiamare... straniero.