selenevalentina
martedì 7 agosto 2012
domenica 5 agosto 2012
DEBORA
Donavi amore, tanto. Tutto quello di cui
era capace il tuo cuoricino. Dolcissimo
batuffolo, che carezze da noi, fiduciosamente
ogni giorno cercavi, senza comprendere che
rafforzavi quell’empatica sintonia
affettiva, che nei pensieri mai si spegnerà.
rafforzavi quell’empatica sintonia
affettiva, che nei pensieri mai si spegnerà.
sabato 4 agosto 2012
DIALETTO
Lo vedo girovagare nei borghi
alla ricerca di chi seduto
fuori dall'uscio, possa condividere
rimembranze del passato.
Magari in quel dialetto che mai dimenticò.
Ai figli l'ha insegnato, parlando
non di hamburgher e tacchino ripieno
ma di pane e polente con poca compagnia
buoni, però, perché conditi
con l'amore di una madre.
Ora che l'età del lavoro è terminata
in mezzo ai suoi monti vuole riposare.
Ma ecco scorge un compagno
di giochi scalzi e spensierati.
Un invito a sedersi sulla panca
e il novellare comincia.
Magari in quel dialetto che mai dimenticò.
Ai figli l'ha insegnato, parlando
non di hamburgher e tacchino ripieno
ma di pane e polente con poca compagnia
buoni, però, perché conditi
con l'amore di una madre.
Ora che l'età del lavoro è terminata
in mezzo ai suoi monti vuole riposare.
Ma ecco scorge un compagno
di giochi scalzi e spensierati.
Un invito a sedersi sulla panca
e il novellare comincia.
mercoledì 1 agosto 2012
UN GATTO
Dalla finestra aperta
nella calda estate
ho sentito un gatto
miagolare nella notte.
Non ho potuto chiamarlo
per non destare i dormienti.
col pensiero l’ho seguito
nel suo girovagare
Con passi felpati come i suoi
giardini e strade ho attraversato
L’ho visto mettersi guardia
in attesa di una preda.
Saltare su un muretto
dove una micia l’attendeva.
e rincorrersi felici
nel giardino di una casa.
Gli occhi la luna illuminava
come fari a fendere il buio.
Era forse questo che l’invidia risvegliava?
quel muoversi nella notte
che avrei voluto io nel giorno?
Sono scese lacrime e son tornata
riavvolgendo svelta il pensiero
a posare il capo sul morbido cuscino
mentre un miao consolatore
insieme a me in un sogno entrava.
Non ho potuto chiamarlo
per non destare i dormienti.
col pensiero l’ho seguito
nel suo girovagare
Con passi felpati come i suoi
giardini e strade ho attraversato
L’ho visto mettersi guardia
in attesa di una preda.
Saltare su un muretto
dove una micia l’attendeva.
e rincorrersi felici
nel giardino di una casa.
Gli occhi la luna illuminava
come fari a fendere il buio.
Era forse questo che l’invidia risvegliava?
quel muoversi nella notte
che avrei voluto io nel giorno?
Sono scese lacrime e son tornata
riavvolgendo svelta il pensiero
a posare il capo sul morbido cuscino
mentre un miao consolatore
insieme a me in un sogno entrava.
lunedì 23 luglio 2012
ALBERO DELLE GIUGGIOLE
Dell'albero delle giuggiole
non ero a conoscenza
ma una preziosa amica
me lo ha fatto incontrare.
Meraviglioso dono
che ho chiesto di condividere.
Abbiamo ascoltato musica
appoggiate al rugoso tronco
facendo parole crociate
stimolo per la mente.
Abbiamo sciolto i pensieri
che sono andati a passeggiare
liberi fra leggiere nubi
sgombre ormai da piogge.
Il crepuscolo ci è venuto incontro
indicandoci il ritorno...
Ma dall'albero delle giuggiole
vorrei poter tornare.
mercoledì 18 luglio 2012
VECCHIO FORNO
C'è qualcosa nell'aria
un profumo lontano
che le nari riempie
e invita a seguirlo.
La strada è in salita
e d'obbligo è la sosta
per fermare in un click
il panorama attorno.
Prosegui e di fronte
una casa cadente
fa stringere il cuore.
Il tetto sfondato
occhi spenti per finestre.
Una scala che più non porta
al fienile ormai vuoto
e la porta non protegge
chi un giorno se n'è andato.
Il profumo t'incalza
giri l'angolo e di fronte
un vecchio forno a legna
il segreto ti svela
" Al vento affidando il profumo
del pane appena cotto
avevo la speranza
che qualcuno mi raggiungesse
prima che il tempo
l'opera sua compisse.
Voglio raccontare di legna
che il calore donava
perché micche benedette
a capotavola fossero poste.
Di qualche torta per le feste
che ai bimbi dava gioia.
Di tante altre cose che dentro
premono per uscire.
Ti prego siediti accanto
non te ne andare in fretta
cercherò di essere breve
per timore di stancarti.
esaudisci il desiderio
di un vecchio forno che muore. "
martedì 17 luglio 2012
LAZZARO E LA CASA
Vorrebbe difenderla
dal tempo che passa
ma inesorabile lui
neppure l'ascolta.
e giorno dopo giorno
l'opera completa .
Di travi, tegole e pietre.
avidamente si nutre
Ma non s'accorge il tempo
che non è solo casa
che si sta prendendo
ma ricordi di vita
sparsi nel vento
che in un luogo lontano.
andranno a morire.
E tu non riporre speranze
in una resurrezione
che da un nome ti viene.
Appoggia il bastone
che il tempo non teme..
Accanto a me siedi
e da inizio al racconto
di fole, di cose, di gente
che qui hanno amato
la semplice vita
donata da Dio.
Attenta t'ascolto, le bevo
al vento le rubo
ho un bianco foglio
che le sta aspettando.
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