selenevalentina
venerdì 30 novembre 2012
venerdì 23 novembre 2012
NEL PARCO
Dipinto
di giallo ocra sfumato
il parco d'autunno.
Chiudo gli occhi
per meglio ascoltare
apoptosi
a formare tappeto
scricchiolante
sotto ai miei piedi.
Nessuno
a farmi compagnia.
Seduta
su un piccolo muretto
col vento
condivido i miei pensieri.
Autunno
stagione dei miei anni
l'estate
da tempo ormai ho lasciato.
Rimpianti
di cose non avute
e spesso
non è stata mia la scelta.
Ma oggi
non voglio essere triste.
Godrò
i colori che anch'io ho usato
su tele
ancora conservate.
Il vento
mi spettina per scherzo.
Mi alzo
e sorridendo m'incammino.
per meglio ascoltare
apoptosi
a formare tappeto
scricchiolante
sotto ai miei piedi.
Nessuno
a farmi compagnia.
Seduta
su un piccolo muretto
col vento
condivido i miei pensieri.
Autunno
stagione dei miei anni
l'estate
da tempo ormai ho lasciato.
Rimpianti
di cose non avute
e spesso
non è stata mia la scelta.
Ma oggi
non voglio essere triste.
Godrò
i colori che anch'io ho usato
su tele
ancora conservate.
Il vento
mi spettina per scherzo.
Mi alzo
e sorridendo m'incammino.
giovedì 22 novembre 2012
CONTROLUCE
Rami di alberi in controluce
con occhi già semichiusi
che il sonno invernale già preme.
Li scalda in un ultimo abbraccio
di San Martino la tiepida estate.
che alla mente vuole portare
un pensiero di condivisione.
Sarà poi un incanto di bianco
a prendersi cura di loro.
Della linfa il riposo cullare
che al suo giungere la primavera
nulla abbia da contestare.
venerdì 16 novembre 2012
PANNI STESI
Due pali
e un lungo filo a unirli
piantati a bordo prato
sul retro
della sua casa di montagna.
Bucato
steso al sole ad asciugare
che assorbiva
profumo di valle in fiore.
Era bimbo
e il giocare ancora
era quotidiana occupazione.
I sogni
su quei panni stesi trasformava
per giocare col cane a nascondino.
Il vento
per far dispetto li spostava.
Seguiva
l'allegro saltellante abbaiare
e il rotolarsi insieme in mezzo al prato.
A volte
un duello con lenzuola improvvisava
che la mamma sgridando interrompeva.
In città
non stende i panni in mezzo al prato.
Un cane
ancora però ha per amico.
Quando torna
nella valle tanto amata
si ferma
a fotografare panni stesi.
della sua casa di montagna.
Bucato
steso al sole ad asciugare
che assorbiva
profumo di valle in fiore.
Era bimbo
e il giocare ancora
era quotidiana occupazione.
I sogni
su quei panni stesi trasformava
per giocare col cane a nascondino.
Il vento
per far dispetto li spostava.
Seguiva
l'allegro saltellante abbaiare
e il rotolarsi insieme in mezzo al prato.
A volte
un duello con lenzuola improvvisava
che la mamma sgridando interrompeva.
In città
non stende i panni in mezzo al prato.
Un cane
ancora però ha per amico.
Quando torna
nella valle tanto amata
si ferma
a fotografare panni stesi.
mercoledì 31 ottobre 2012
LA LUCE
E dio creò la luce
così è scritto…..
ma non per te.
Il sole sfolgorante
mille colori illumina
ma un solo colore
vedono i tuoi occhi.
La luna rischiarò
la buia notte
e le stelle furono guida.
Ma per guida tu hai
solo il tuo istinto
e un fedele amico.
Ma l’animo tuo ha saputo
capire ed accettare
l’alto, misterioso disegno
e più d altri
vivi con sicurezza l’attesa.
E Dio creò la luce
così è scritto….
anche per te.
GIOCANDO CON I COLORI
disegno di Marina Rossi
-E’ brutto tempo, che si può fare ?-
chiedono i bimbi - Per non annoiarci ?-
-Faremo un gioco - dice la nonna
- Che fa lavorare la fantasia .-
Prende i colori e li mette vicino
a un foglio bianco che aspetta curioso.
- Disegneremo una fiaba con personaggi
che volta per volta inventeremo noi.
Chi vuol cominciare? Facciamo la conta
vi piace ancora, c’era una volta?-
Nascono cose davvero strane
c’è un piccolo drago su un’astronave.
C’è una farfalla che danza sul palco
e un piccolo elfo che batte le mani.
Che importa se piove se con i colori
un mondo magico possiamo inventare?
Arriva la mamma a prender i bimbi
finito ha il lavoro, a casa si torna.
Un bacio alla nonna –Torniamo domani
tieni pronti i colori e un foglio curioso
che altre fiabe dobbiamo inventare.
Prende i colori e li mette vicino
a un foglio bianco che aspetta curioso.
- Disegneremo una fiaba con personaggi
che volta per volta inventeremo noi.
Chi vuol cominciare? Facciamo la conta
vi piace ancora, c’era una volta?-
Nascono cose davvero strane
c’è un piccolo drago su un’astronave.
C’è una farfalla che danza sul palco
e un piccolo elfo che batte le mani.
Che importa se piove se con i colori
un mondo magico possiamo inventare?
Arriva la mamma a prender i bimbi
finito ha il lavoro, a casa si torna.
Un bacio alla nonna –Torniamo domani
tieni pronti i colori e un foglio curioso
che altre fiabe dobbiamo inventare.
"...Hai mai sentito
il cadere di foglie d'autunno?
Non rumore ma lieve suono
dal gocciolio di nebbia
un'ultima volta abbeverate.
Vorrei mandare a monte la mia vita
a volte
perché su quel monte vorrei
restare."
il cadere di foglie d'autunno?
Non rumore ma lieve suono
dal gocciolio di nebbia
un'ultima volta abbeverate.
Vorrei mandare a monte la mia vita
a volte
perché su quel monte vorrei
restare."
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