selenevalentina

sabato 7 aprile 2018



Nell’ottavo anniversario della nostra amicizia, su FB, dedico queste mie parole a Flavio Nespi, ringraziandolo per tutti i disegni e foto che mi hanno ispirato e per la sua amicizia

DESTRIERO NELLA VALLE     

    Ancora calda di sole la ringhiera.
Appoggio le braccia e chiudo gli occhi.
Aspetto nel silenzio profondo,il giungere
del destriero della mia fantasia.
Lo sento, eccolo, mi invita
e via figlia del cielo, del vento e del sole
a sorvolare la valle amata.
Prati, boschi folti e ampie radure
dove sostare su erba e muschio di spugna.
S’abbevera al torrente che ancora serba
ricordi di abbronzature lontane. 
Risale a cercare la prima goccia       
che sgorga, dal fianco che è madre.
S’acquieta ora, ai piedi della Croce
e Un pensiero ringrazia il Creato.
S’accosta ad usci sconnessi
di case ora vuote di voci
con voglia di narrare il passato.
Quanti vecchi su panche di legno
sono stati per ore seduti, aspettando
una lettera da bagnare di lacrime?
Impaziente riparte il destriero
che ancora brama visioni.
Sulla torre antica  si posa e ascolta
 il rintocco di campane che s’allarga
nei piccoli borghi tranquilli.
S’abbuia ormai ilcielo e le stelle
segnano la via del ritorno.
Pago il cuore di bellezze e natura
saluta il destriero e  in sogno
riannoda, meraviglie vissute.





lunedì 2 aprile 2018







Disegno di Flavio Nespi
APRILE

Il raggio di sole che entra al mattino
è un filo di seta, che tesse il tuo giorno.
Ti sfiora la guancia, su labbra si posa
come tenero bacio di innamorato.
Nel silenzio ascolti, rintocchi lontani
un Ave Maria, che invita a pregare.
Le ciglia disciolgono il dolce dormire
fuori c’è Aprile, che aspetta il tuo s’'ì.

lunedì 19 marzo 2018



RICORDI DU PAPA’

Vuresse savèi perché staseira u me pensieru
u vo anà per so contu
U vo turnà quande da picenna, stava in simma ai monti.
Quande a neive anca mo a me piazèiva
anca se ghe n’era tanta e alla notte a zirava.
Quande con me surèlla, se fava di pupassi
con u naso j occi e ina spasura in mezzu ai brassi.
Alla seira a me scadava a menestra
ma j occi j erena fissi fora dalla fenestra
per vardà se continuava a nevà
forsi duman da scora se stava a cà.
Doppu u contrullava i compiti u me papà.
I tema, i prublema in donde gh’era sempre
quarcosa da divide a metà.
E doppu finalmente, rivava el fole, con principe e principessa
che a se desedava sempre con in bazen e ina caressa.
Con i fuletti biricchen e Biancaneve con i nanen.
Allura dì che u vaga stasèirau me pensieru
che u turrna in simma ai monti. Cu turna dai tema
dai prublema e dai conti da divide a metà.
Basta che possa pensà anca mo, au me papà.




giovedì 15 marzo 2018






GOCCE DI RICORDI
“ a mia suocera “

Inun tempo conosciuto da racconti
Traccio profili di passato lontano.
Quando Maria, mani agili e piccole
Con trame e orditi, preparava la tela
sotto lo sguardo attento di sua madre.
Quanti rocchetti ha visto finire
e diventare tovaglie e lenzuola
per uncorredo da lavanda profumato.
Ed è stata lunga anche la trama
della vita, giorno per giorno vissuta.
A volte il filo s’ingarbugliava
e a lei, se stanca, sembrava
di doversi un poco fermare
ma il capo sfuggito ritrovava
per poter continuare il cammino.
Nella sua tela, ha messo i ricordi, i figli
la guerra, le perdite, le speranze
L’amore di gioventù che per ubbidienza
a dovuto serbare solo nel cuore.
Un pensiero al Signore, un orazione
e una candela alla statua amata.
Mia suocera, voglia di cantare
e pentola sempre pronta sul fuoco.
Un piatto di minestra per tutti
e intorno seduti ad ascoltare
le pieghe, a volte sconosciute, della sua tela.