selenevalentina

lunedì 8 luglio 2013

Da un Pip a una poesia

Pip N°01-07-13
Hai dedicato la tua vita agli altri
ed ora alla tua chi ci pensa?
I tempi cambiano
Ma i sentimenti rimangono
E io rimango con te
 
 
PENSIERO DI UNA MAMMA

Sto leggendo le tue parole, figlio mio e il cuore, per un attimo a, sfarfallato, per la commozione. Non fare caso, a gocce sul mio viso. Sono gocce di rugiada, che il sole d'amore, sta cercando di asciugare. E' vero, la vita, non
è sempre stata facile ma, l'istinto materno, guida inconsapevolmente, a prendersi cura degli altri. E così ho fatto e faccio ancora. Però anche se ho conosciuto, lavoro, sacrifici e dolori, non mi lamento perché, la vita mi ha fatto un grande dono... Mi ha donato te. Sei stato sempre la luce, che guidava i miei passi e anche se lontano, la tua presenza era palpabile. Abbiamo condiviso momenti, cose non dette ma percepite, come succede tra madre e figlio. Abbiamo ancora tempo da condividere. Avremo ancora giorni in cui preparerò cibi, nell'attesa, di udire il motore dell'auto, fermarsi davanti a casa. Udire la tua voce e quella di chi ti accompagna, che tanto mi è cara. ed è in quel momento, che la vita si illumina. Grazie di essere così, figlio mio. Il cuore della tua mamma, è colmo di te.

giovedì 4 luglio 2013

da un Pip a una poesia

Pip N°1-04-07-13 di flavio nespi

vorrei essere un'aquilone
per sorvolare i miei pensieri....

AQUILONE
di valentina selene medici

Il buio già sta sostando.
Il vento ormai s'acqueta.
Discende l'aquilone

Si libra ancora e poi si posa.
Viaggiatore dell'azzurro
ha volato sopra i pensieri 
per rinnovare in libertà 
la voglia di vita vera
che sente scorrere dentro.
Sul rocchetto s'arrotola il filo
adagio, senza far nodi.
Domani, se avrà desiderio
ancora potrà volare
e il vento lo sosterrà.
Ora la notte amica
sogni buoni avrà per lui
e intorno stelle in coro
intoneranno la buona notte.
Dormi bene aquilone...
Ricorda, che non sei solo.


martedì 2 luglio 2013

Da un Pip a una poesie, grazie Valentina (flavio)

Pip N°1-02-07-13 di Flavio
Tutto è cambiato in pochi giorni dentro di me
sento voci e vedo cose che forse un giorno erano intorno a me
ma che ora sono solo dentro di me....
 
 
GRANDE VIAGGIO
di Valentina

S'intrecciano i pensieri.
Si arrotolano, s'aggrovigliano
nella mente segnata dal tempo.

Il passato si fa presente
e il presente più non esiste
è una cosa da rifiutare.
Sono nemici i visi amati.
si fanno ostili in quei progetti
che inconsciamente si vuol programmare.
La violenza, mai appartenuta
scandisce notti, diventate eterne
e straziano l'animo, di chi è accanto.
Si resta interdetti, non si sa che fare.
Inutili gesti e le tante parole
che trovano un muro, su cui scontrarsi.
Inutile chiedersi se si è sbagliato
non sta a noi programmare la vita
che strazia, distorce la debole mente
che ancora s'aggrappa, s'ostina
a rifiutare, il grande viaggio

martedì 18 giugno 2013

MONASTERO




Invita alla sosta il sagrato
della chiesa segnata dal tempo.
Non suoni, non canti.
Il silenzio cinge l'intorno.
Rintocchi riempiono l'aria.
Mezzogiorno che unisce la gente.
Un pane, è fra le sue mani
ha il sapore di benedizione
rinfranca il corpo e la mente.
Pochi passi, i gradini
e il dolce profumo l’accoglie
del, frambo, già gonfio, maturo.
Tentazione, non trova diniego.
La fonte da sempre zampilla
donando le acque profonde
dissetanti per tutti i passanti.
Deve andare, che rapida è l'ora.
Un saluto ai cari dormienti
un pensiero al vivo passato
e la mente che cerca un appiglio
per fermare una goccia che preme.

mercoledì 12 giugno 2013

IL ROVO


Un rovo da spine difeso
ferma il mio cammino
mentre assorta avanzo
nel bosco di faggi annosi
Sembra mi voglia dire
di cercare tra ombre e foglie.
misteri di un passato distante
e in cambio gentile offre
more succose e nere.
Scorre lo sguardo attorno
fra fronde e rugosi tronchi
e d'improvviso ecco
quello che scoprire dovevo.
Quattro mura di pietra
che il tempo sta sgretolando
Scuri caduti fra erba
seccata e rinata ancora.
Un albero alza la fronda
dove il tetto più non esiste
Allarga i rami sopra
quasi a voler proteggere
chissà quali memorie.
Chissà chi qui viveva?
Chissà se sono partiti
in cerca d'incerta fortuna
o se hanno atteso invece
del destino l'ora sicura.
Nessuno che mi dia risposte .
Ma qui una bimba viveva...
E' un piccolo zoccolo di legno
forse da un nonno intagliato
rimasto su un davanzale
che caparbio l'ha trattenuto.
Allungo la mano
ma in fretta la ritraggo.
Non posso mutare il destino
di una cosa non conosciuta.
Mi volgo al richiamo del bosco
ma prima una dolce mora
ancora tinge le labbra.

sabato 8 giugno 2013

53 Per Flavio Nespi

Magico Giugno. Era giugno anche allora. La primavera già aveva mostrato tutte le sue magnificenze. La valle era traboccante di profumi di fiori, di fieno, di frutta e rossi papaveri raleggravano i campi. La notte, le lucciole illuminavano il maturare del grano. I grilli, con il loro invito amoroso, intrecciavano concerti. Ed è allora, che il destino, ha scelto la data per il tuo ingresso nella vita. Con il primo vagito, hai respirato la tua valle. Il primo sguardo si è riempito della sua bellezza e ha posto un marchio di appartenenza nel tuo cuore. Ti sei rotolato nei prati, con cani e amici. Hai rincorso lucciole e cercato grilli, nascosti nel buio. Guardavi i monti, tu bimbo e già col pensiero percorrevi sentieri. Li hai percorsi tutti, scoprendo doni d’incanto, da salvaguardare. Con pazienza e passione ti sei adoperato affinché, grazie ad un web, in ogni parte del mondo, ne venissero a conoscenza. Perché i valligiani fossero uniti in un unico progetto, di aiuto e amicizia. Ora più non rincorri lucciole ma, nel momento in cui, tramonto e notte, si contendono il cielo, ti fermi ad ascoltare, ciò, che racconta il vento. Lentamente riavvolgi i pensieri del giorno, mentre i grilli ancora, con il loro concerto d'amore, fanno sottofondo.
E' in questo momento, amico mio, che ti auguro un
FELICE COMPLEANNO
Valentina


La casa dove sono nato e ho vissuto fino a 14 anni, in questa casa ancora vive mia mamma e i miei ricordi
grazie Valentina di questa tuo bel regalo 

giovedì 30 maggio 2013

PIEDI




Dalla finestra a est
la prima luce entrava
come giocoso invito. 

Già eri fuori, scalzi i piedi
facevi strade nella sabbia.
Agile rubavi all'onda
una piccola conchiglia
prima che lei tornando
se la riportasse via. 
Gridavi a squarciagola
correndo a braccia aperte
per sfidare il vento.
Sulle labbra un sorriso
che la vita inseguivi.
Entra sempre la prima luce
dalla finestra a est
rinnovato invito
e ancora tu lo accogli.
Fai strade nella sabbia
che i piedi sono stanchi.
Accanto l'orma di un bastone
come amico che accompagna.
Lento rubi all'onda
una piccola conchiglia.
S'arresta lei, non torna
gentile te ne fa dono.
Non sfidi più il vento
di sfide ne hai perse e vinte.
Un guizzo ti percorre.
Porgi alla brezza il viso 
e sorridi a piedi scalzi.