selenevalentina
mercoledì 12 giugno 2019
Foto di
Flavio Nespi
IL MULINO
/Fermo il pensiero ad ascoltare /rumori dal tempo cancellati. /S'è ristretto l'alveo del torrente /e le macine sono statiche,
inutilizzate. /Fermo il
pensiero ad immaginare /lo
scorrere dell'acqua fra le mole. /Il triturare dei biondi chicchi /fino allo scendere del
bianco preludio /di
profumate micche da sfornare. /Rammento ancora le grandi fette /da prendere con due mani a saziare /un giovanile, sano appetito. /Ma tutto è immoto /e fra sasso e sasso
m'allontano. /D'improvviso
un rumore alle mie spalle /mi volto
in fretta, speranzosa /ma no, è
solo il vento. /Una
folata, che passa e se ne va…
venerdì 24 maggio 2019
Concorso Parma poesia
1° classificata ex aequo Sez.
Dialetto.Premio dedicato al grande poeta parmigiano Fausto Bertozzi.
SEX APPEAL (Dialetto di Bardi-PR-)
A Marietta a va a fa a so passeggiata
cumme tutte el matenne
dopu a se setta per ripusà
in donde gh'è el banchenne.
Gh'è di ommi che i parlena de vunna
che a truverà prestu marì
perché a gh'à du sex Avrì.
Du sex Avrì? D'impruvvisu
l'illuminasion
a ghe fa capì a situasion.
Eccu perché de marì a ne n'à miga
mai truvà
Sultantu perché le l'è nasì in
Frevà.
Ma so mare a ne gh'à miga propriu
pensà?
Certu puveretta ma a ne sava gnanca
contà.
A se tegna dentru u so magòn
ma a vo parlà con qualchedon.
In giurnu a se confida con u dutù
cumme se u fisse in confessù.
U dutù ridendu u ghe fa a tradusion
da parola che a l'à mandà in confusion.
U ghe disa che u ne gh'à miga culpa
u poveru frevà
jen el so uricce che con l'età i van
curà.
E per in marì?..Eh... a po sempre
sperà
SEX APPEAL
Marietta va
a fare la sua passeggiata
come tutte
le mattine.
Dopo si siede
per riposare.
dove ci sono
le panchine.
Ci sono
degli uomini che parlano di una
che troverà
presto marito
perché ha
del sex aprile.
Del sex
aprile? D’improvviso l’illuminazione
le fa capire
la situazione.
Ecco perché
di marito non ne ha mai trovato
soltanto
perché lei è nata in febbraio.
Ma sua madre
non ci ha proprio pensato?
Certo
poveretta, ma non sapeva neppure contare.
Si tiene
dentro il suo magone
ma vuole
parlare con qualcuno.
Un giorno si
confida con il dottore
come se
fosse un confessore.
Il dottore
ridendo le fa la traduzione
della parola
che l’ha mandata in confusione.
Gli dice che
non ha colpa
il povero
febbraio.
Sono le sue
orecchie che con l’età vanno curate.
E per un
marito?….. Eh… Può sempre sperare.
mercoledì 22 maggio 2019
Foto di Tiziana Mercanzin
PAPAVERI
Era Maggio… lo ricorda bene… Anche se di calendari, ne ha
sfogliati e gettati molti. La primavera già aveva rinverdito prati e dossi. I
chicchi nelle spighe di grano, stavano crescendo, maturando come il corpo di
una giovane donna… Come il suo corpo. Qua e là rossi papaveri, facevano sfoggio
di grandi petali… Rossi, sì, come il rossetto, che quel giorno aveva messo.
Colore ardente, invito a baci altrettanto ardenti. Il vento sussurrava parole
alle spighe, cullandole, facendole ondeggiare adagio. Parole anche a lei
sussurrate, che cullavano sogni e desideri. Era bello abbandonarsi, sull’onda
di un…Ti Amo… Il destino, sembrava già scritto, nel libro della vita. Si tenta
di leggerlo ma, non è facile… alcune frasi rimangono incomprensibili… Solo il
domani rivelerà lo scritto… Era Maggio…. Il 22 Maggio… Lo ricorda bene… Gli
amori, pòssono essere come i papaveri… Nascono, crescono e muoiono… Ma qualcuno
con radici profonde, Sfidando le stagioni, continua a fiorire.
Foto di Tiziana Mercanzin
PAPAVERI
Era Maggio… lo ricorda bene… Anche se di calendari, ne ha
sfogliati e gettati molti. La primavera già aveva rinverdito prati e dossi. I
chicchi nelle spighe di grano, stavano crescendo, maturando come il corpo di
una giovane donna… Come il suo corpo. Qua e là rossi papaveri, facevano sfoggio
di grandi petali… Rossi, sì, come il rossetto, che quel giorno aveva messo.
Colore ardente, invito a baci altrettanto ardenti. Il vento sussurrava parole
alle spighe, cullandole, facendole ondeggiare adagio. Parole anche a lei
sussurrate, che cullavano sogni e desideri. Era bello abbandonarsi, sull’onda
di un…Ti Amo… Il destino, sembrava già scritto, nel libro della vita. Si tenta
di leggerlo ma, non è facile… alcune frasi rimangono incomprensibili… Solo il
domani rivelerà lo scritto… Era Maggio…. Il 22 Maggio… Lo ricorda bene… Gli
amori, pòssono essere come i papaveri… Nascono, crescono e muoiono… Ma qualcuno
con radici profonde, Sfidando le stagioni, continua a fiorire.
Foto di Tiziana Mercanzin
PAPAVERI
Era Maggio… lo ricorda bene… Anche se di calendari, ne ha
sfogliati e gettati molti. La primavera già aveva rinverdito prati e dossi. I
chicchi nelle spighe di grano, stavano crescendo, maturando come il corpo di
una giovane donna… Come il suo corpo. Qua e là rossi papaveri, facevano sfoggio
di grandi petali… Rossi, sì, come il rossetto, che quel giorno aveva messo.
Colore ardente, invito a baci altrettanto ardenti. Il vento sussurrava parole
alle spighe, cullandole, facendole ondeggiare adagio. Parole anche a lei
sussurrate, che cullavano sogni e desideri. Era bello abbandonarsi, sull’onda
di un…Ti Amo… Il destino, sembrava già scritto, nel libro della vita. Si tenta
di leggerlo ma, non è facile… alcune frasi rimangono incomprensibili… Solo il
domani rivelerà lo scritto… Era Maggio…. Il 22 Maggio… Lo ricorda bene… Gli
amori, pòssono essere come i papaveri… Nascono, crescono e muoiono… Ma qualcuno
con radici profonde, Sfidando le stagioni, continua a fiorire.
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