selenevalentina

venerdì 16 settembre 2011

VITALBA


Ancora di vitalba coperto
su crepe ormai devastanti
appare il muretto del cortile
nel caldo meriggio estivo.
Integra la quiete intorno.
Nessuno fa la conta cercando
di guardare sottecchi.
Nessuno grida "tana libera tutti."
Mi volgo a un improvviso cigolio.
E' solo il vento che si diverte
a dondolare una vecchia imposta.
Eppure un viso m'era parso di vedere
quello di chi leggende ci raccontava
ma è solo un'ombra, una nube che passa
e un luccichio di un vetro infranto.
M'invita a una sosta una panca di sasso
appena fuori da un uscio accostato.
Mi spinge ad entrare una voce nella mente.
Mi fermo per penetrare la semioscurità.
Pochi mobili che il tempo sta mangiando.
non più scintille che salgono nel camino.
Su una poltrona di vimini cadenti
qualcosa di bianco attira il mio sguardo.
Sono i grani di un sottile rosario
che chi è andato non ha portato con se.
Nessuno è tornato a riprenderlo
e con Maria sovente pregavo.
Esco chiudendo l’uscio sulle memorie
rinfresca l’aria nel tramonto incipiente.
non c'è più rimpianto ne nostalgia.
Mi allontano e la coroncina nella mano
mi regala un calore che sale al cuore.

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